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domenica 18 dicembre 2022

Suggerimenti cinematografici, un grande classico "Prima dell'Alba".

CARLO GUARDA COSE: PRIMA DELL'ALBA



Carlo ama i film romantici. Ma quelli fatti bene, tipo: Storia di noi due, Paura di amare, I ponti di Madison County, eccetera eccetera. Ora, ce ne sono troppi per recensirli tutti, però forse ce n'è uno che si stacca sopra la massa, se pure una massa eccellente: "Prima dell'alba."Perché cosa c'è di più romantico di trovarsi vicino alla ragazza del tuo destino, tenendola per mano con il cuore che pompa così forte da schiacciarti la trachea, e ascoltare un poeta di strada che improvvisa una poesia su una parola che gli hai appena suggerito?C'è di trovare il coraggio di guardare questa ragazzi negli occhi e inventare una poesia con la parola che lei stessa ti ha appena suggerito. Significa mettersi a nudo, rischiare tutto con la certezza di non ottenere nulla o quasi.Al vostro, piccolo e adorato bonsai, piace fare queste cose. Perché per farle bisogna trovare ragazze altrettanto "folli", e non è facile. E trovarne è una benedizione.E piace anche pensare che la folle e persistente ispirazione gli sia venuta guardando questo film.

lunedì 5 dicembre 2022

Carlo il Bonsai si lascia incantare. "Saetta Rossa" di Marco Bucci e Riccardo Atzeni.

 


Una graphic novel che già dal titolo si propone come una scossa, una saetta. Rossa. La storia parte con un evento che, musicalmente e non solo, ha segnato la nostra epoca, sicuramente per chi scrive e per molti altri: la morte di David Bowie. Consideratelo già come un colpo al cuore. Appena appresa la notizia dal cellulare il protagonista, Samuel, si trova inspiegabilmente catapultato in un mondo parallelo dove fa la conoscenza di Edo, un drago multicolore che lo informa di trovarsi a Bologna nel 30D50 (200016) in una dimensione in cui il mondo si è evoluto, informatizzato e profondamente cambiato seppure qualcosa sembra essere rimasto immutato (o quasi): i sentimenti, la pizza, le sbornie, la musica e l’amicizia. Si interagisce con gli altri e con qualsiasi struttura attraverso un dispositivo inserito sotto pelle chiamato INTOskin, gli animali domestici si chiamano OLOpet e non sono animali veri, quelli sono confinati in riserve fuori dalle città ed è proibito sia vederli che mangiarli. Il mondo del futuro, scoprirà Samuel, non è poi molto diverso da quello da cui lui proviene e David Bowie lo accompagna, tramite sogni, ricordi, poster, come un custode, una entità che non è mai morta davvero, che conferisce alla novel quella continuità tra passato e presente, tra vita e morte, tra sogno e realtà attraverso le incursioni della rock star che, nella sua vita, fu già in grado di tessere una trama di collegamento tra diversi mondi. Samuel può comunicare con il passato attraverso il cellulare pur essendo in una dimensione distorta a livello di spazio e di tempo, la nostalgia lo assale, l’idea della scomparsa dei suoi cari lo fa piangere di dolore, è curioso di esplorare il futuro, ma le radici che ha nel 2016 a volte lo tirano indietro come un’ancora incagliata in uno scoglio creando un gap nel quale il ragazzo fatica a districarsi. Qual è la chiave della salvezza? Come scegliere da che parte stare? Passato o futuro? Quando improvvisamente un costume da drago rivela un ragazzo che ha paura di mostrarsi per ciò che è, quando i sentimenti sono la colla che unisce personaggi provenienti da mondi diversi, da ere diverse, quando una saetta rossa diviene il simbolo di forza, identità e libertà Samuel capirà dove vuole rimanere, troverà la sua casa e il suo posto nel mondo, non importa quale mondo, purché sia il suo. Saetta Rossa è un viaggio multidimensionale, un sogno pirotecnico e delicato, reso tale dalla magistrale arte di Riccardo Atzeni, che ne ha curato le illustrazioni. Un tratto delicato, soave, volti che emanano una dolcezza che traspare dalla carta, che incarnano alla perfezione il senso delle parole di Marco Bucci, colori acquerellati che a volte sembrano sciogliersi e fondersi tra loro come a testimoniare il fluire di passato e futuro che non è un alternarsi, è un unico, potente flusso che appaga occhi e cuore quando ci si immerge nella lettura di questa opera meravigliosa.

Nella dedica che mi è stata fatta sul libro con una penna rosa dal tratto sottile ma deciso c’è scritto “David è solo partito”. Niente di più vero. Però ci manca.

Enrica Zeppoloni

sabato 3 dicembre 2022

Interviste importanti: Emiliano Reali ci racconta "Bambi".



Emiliano Reali ha accettato di rispondere ad alcune domande riguardo al suo libro "Bambi. Storia di una metamorfosi". Ringraziandolo, vi invitiamo a seguire il suo sito

http://www.emilianoreali.it/biografia/

nel quale troverete anche le date delle sue prossime presentazioni:

Roma, 10 Dicembre ore 18.30, Fiera della Piccola e Media editoria PLPL, presso la Nuvola, sala Antares. Relatrici Karma B.

Napoli, 28 Gennaio ore 18.00, Libreria Locisto, via Domenico Cimarosa 20.

D: Il romanzo descrive in maniera molto lucida e puntuale, le mille difficoltà che persone transgender, ma anche omosessuali o quelle che vogliono portare avanti un percorso completo di adeguamento del sesso biologico, si trovano a vivere. Tra le mille situazioni di disagio mi ha colpito in particolar modo, perché riesci veramente a trasmettere questa sensazione, quella che pare andar contro la più basilare legge di civiltà: si ha paura, o peggio, anche di denunciare un abuso, o di portare avanti la denuncia una volta fatta.

R: Tutti noi abbiamo paura di raccontare, temiamo che ci venga detto te la sei cercata, ci terrorizzano eventuali ritorsioni, siamo devastati al solo pensiero di rivivere drammi che ci hanno affondato. Non è facile, ma credo sia importante - anche se Bambi in un primo momento non ci riesce -, denunciare, gridare quando siamo vittima di discriminazioni o violenze.

D Ulteriore cosa che esce in maniera veramente vivida (quasi fisica) è il “malessere” di Giacomo/Bambi, questa sua continua ricerca di messa a fuoco su ciò di cui ha bisogno. E del suo dolore quando, soprattutto all’inizio, per modificare lo status quo non trova altro modo se non quello di “distruggerlo.”

 R: Reprimere una parte di sé a lungo innesca una bomba a orologeria che nel momento in cui esplode sembra polverizzare ogni altro aspetto di noi. Ma è un’illusione, nulla si distrugge e non si può andare avanti in modo consapevole senza far pace col passato o con quegli aspetti di noi che decidiamo di salutare.

D: Altro aspetto trattato con grande delicatezza ma precisione, è l’adeguamento del sesso, con tutte le difficoltà soprattutto psicologiche e materiali che una persona si trova ad affrontare.

R: Mi sono recato presso il SAIFIP di Roma, all’ospedale San Camillo, ho parlato con i medici, ho raccolto le testimonianze di persone che quell’esperienza l’hanno vissuta. Ho tentato di renderla con la maggiore onestà possibile.

D: Le due donne di cui narri in maniera più esaustiva le vicende, sono Anna e Luana, rispettivamente sorella maggiore ed ex fidanzata di Bambi. Forse le due persone maggiormente ferite dal suo cambiamento. Tuttavia, se pur con percorsi totalmente differenti, ma accumunate da una grande sofferenza, arriveranno anche loro a completare la loro “evoluzione” e “accettazione”?

R I rapporti familiari sono tra i più delicati, le invide/incomprensioni tra fratelli connotano la maggior parte delle famiglie, le relazioni che finiscono sono di numero gran lunga superiori a quelle che funzionano. Sono universi dalle molteplici sfumature e possibilità che si accolgono e percepiscono in modo differente a seconda della propria individualità. Non posso rivelare se Anna e Luana si “evolveranno” o “accetteranno”, per scoprirlo le persone dovranno leggere Bambi.

D Paura di amare, e di essere amati. È uno stato d’animo che fa quasi da musica di sottofondo a tutto il romanzo. E non è una paura esclusiva di una determinata comunità, siamo proprio noi esseri umani a esserne terrorizzati, ma a non poterne fare a meno. Citandoti: “L’amore è complesso, anche quando è autentico non è detto che funzioni.” Mannaggia te quanto è vero.

R Imparare a amarsi al netto del giudizio altrui, scevri dal peso delle aspettative della società, dei nostri genitori, di chiunque. Avere il coraggio di agire solo per sé, alla scoperta di ciò che ci fa star bene, questo significa tentare di amarci. Solo se e quando riusciremo a farlo potremo provare ad avventurarci in una relazione sentimentale che non sia un palliativo che prova solamente ad ingannare il vuoto e le assenze che ci tolgono il respiro.

 

giovedì 24 novembre 2022

Carlo il bonsai legge cose: Bambi, storia di una metamorfosi di Emiliano Reali

 



Bambi, lo si intuisce dal titolo stesso, narra le vicende e l’evoluzione di Giacomo, un ragazzo che parte - scappa - dal suo paese natale (Bassano del Grappa) in direzione Roma, per trovare la sua dimensione a trecentosessanta gradi. Con lui la fidanzata dell’epoca, Luana, anch’essa in fuga dalla realtà opprimente della provincia.

Nella capitale Giacomo comincerà a sentirsi finalmente libero, capace di poter seguire ciò che è sempre stato.

Questo è l’inizio di una meravigliosa storia corale, dove Giacomo/Bambi è il centro attorno a cui gravitano o a cui si ricongiungono molti dei personaggi che caratterizzano il romanzo. Una storia che sconfina in tanti generi, distanti anni luce tra di loro, ma tutti legati da un unico filo sottile che rende, questo susseguirsi di continui ribaltamenti, una cosa assolutamente naturale.

Emiliano Reali ha giustamente suddiviso l’opera in tre capitoli: Bruco, Crisalide e Farfalla; a rappresentare la più famosa e bella evoluzione che esiste in natura. Ma non è solo Giacomo a compiere il suo cambiamento esteriore e interiore. Ogni persona che lo circonda si troverà, presto o tardi, volente o nolente, a fare i conti con sé stessa e con quello che le pulsa dentro.

Perché è talmente dirompente la necessità di Bambi di “venire al mondo”, che travolge - ferisce - chiunque le si avvicini, o cerchi di farla ormeggiare a riva. Emiliano è bravissimo, con la sua sensibilità, a dar voce a tutte le anime che danzano in queste pagine, riuscendo con grande semplicità e maestria a farci affezionare a ognuna di esse; tant’è che spesso Bambi può sembrare una stronza egoista: ma è solo un nostro errore di giudizio, o meglio una “scusa” che vendiamo per un attimo a noi stessi.

Sì, “scusa”, perché ragionandoci bene, alla fine Bambi è la storia di ognuno di noi; perché tutti noi siamo (siamo stati) alla continua ricerca del nostro posto nel mondo, della nostra identità. E tutti noi - mentre sgomitavamo per affermarci -, abbiamo a nostra volta ferito qualcuno di caro. Ecco, dire che Bambi è egoista ci dispensa dal ricordare di quella volta che anche noi… che poi nemmeno abbiamo mai chiesto scusa…

La scrittura di Emiliano muta a seconda della situazione, passando da descrizioni molto asciutte e crude, che tanto ricordano i ragazzi di vita di Pasolini, a prose più calde e piene di passione o tristezza, quando è l’animo del personaggio che va messo in primo piano. In ogni caso, è sempre efficace, cosa fondamentale per creare un grande romanzo corale, nel quale Bambi sembra risucchiare tutti come un buco nero, per poi sputarli lontano, salvo poi calamitarli nuovamente.

Bambi è un viaggio che esplora e disvela senza preconcetti il mondo della transessualità, della vita che tante persone sono “obbligate” a portare avanti causa ignoranza umana e leggi medievali. Ma non solo. Come detto questo è un enorme spettacolo dove sul palco ballano tutte le nostre paure, i nostri slanci, i nostri desideri di rivalsa. La nostra paura di amare e di essere amati.

Dove diventiamo tutt3 meraviglios3 nel momento stesso in cui ci ritroviamo, in cui ci accettiamo, smettiamo di nasconderci e proviamo a prendere ciò che vogliamo. Perché vivere diversamente non è proprio possibile.

Che poi è il miglior lieto fine possibile, in un mondo pieno di paure e sensi di colpa.

domenica 20 novembre 2022

Carlo il bonsai si tinge di giallo. "La trasfigurazione mediatica di Chiara Maffei", secondo libro di Francesco Calzoni.

 


In una mattina di Novembre, il commissario Marchese viene svegliato da una telefonata gelida quanto l’ondata di freddo che investito la città di Perugia. In un parco mal frequentato è stato rinvenuto il cadavere di una giovane ragazza brutalmente uccisa. Recatosi sul posto, il commissario intuirà subito che il caso che gli si para davanti, oltre ad essere un macabro spettacolo, non sarà da facile soluzione. La breve vita di Chiara Maffei, infatti, inizialmente non rivela nulla che possa suggerire agli investigatori il motivo di una morte inflitta con tanta efferatezza: giovane e molto bella, proveniente da una famiglia non agiata ma rispettabile e unita, studentessa laureanda in lingue, lavora saltuariamente per una ditta di catering per non pesare troppo sui genitori. Le voci, però, corrono in fretta e, nonostante la riservatezza e le precauzioni necessarie, il passato di Chiara sembra avere un lato oscuro. Mentre le indagini prendono il via, seguendo varie piste, tutte però senza un reale mordente, parte il tam-tam mediatico ed iniziano a circolare dicerie e teorie legate alla vita di Chiara che la trasformano, in breve tempo, da sfortunata vittima a capro espiatorio, al fine di svelare una vita segreta celata tra i muri medievali e i vicoli suggestivi del capoluogo umbro. Sui social, nei Tg nazionali e, soprattutto nelle trasmissioni televisive spazzatura, fin da subito si inizia a parlare insistentemente di festini, droga, belle ragazze come Chiara che, a pagamento, intratterrebbero relazioni con rampolli di famiglie benestanti, iniziano a spuntare alibi e testimoni, pusher e presunti amici che hanno l’effetto di creare un pandemonio mediatico che sposta l’attenzione dal fatto accaduto a tutto un contorno che nulla ha a che fare con la dignità che si dovrebbe riservare ad una giovane ragazza uccisa. In tutto questo trambusto prosegue il lavoro senza sosta di Marchese e del suo team che si trova a dover fare a gara con il caos che il caso ha sollevato per trovare la soluzione che metta a tacere la follia della gente. Il commissario dovrà affidarsi al proprio intuito, vagliare numerose ipotesi e tener fede a sé stesso, per non lasciare che la correttezza delle indagini venga compromessa. Chi era veramente Chiara Maffei? Quali sono le voci da ascoltare in un coro chiassoso in cui anche le persone più improbabili sembrano avere la soluzione del caso? Riuscirà il commissario a dipanare la matassa inaspettatamente creatasi attorno alla figura della ragazza? Ambientato in una città meno provinciale di quanto non si pensi, con i suoi panorami mozzafiato, la sua eredità storica e il presente in crescita veloce e multietnica, “La trasfigurazione mediatica di Chiara Maffei” è un libro da leggere tutto d’un fiato, che tiene il lettore incollato alle pagine dall’inizio alla fine, facendolo supporre, immaginare, ipotizzare, proprio come vuole la regola del buon racconto giallo. Un libro dal finale tutt’altro che scontato che offre, tra le righe, ben più di uno spunto di riflessione su molte delle situazioni che viviamo oggi perché tutti noi siamo, in fondo, un po' vittime di una società che, a volte, si fa più spietata del peggiore degli assassini.

Enrica Zeppoloni

martedì 15 novembre 2022

Carlo il bonsai viaggiatore e sognatore (ma anche curioso). Skellig Michael e la linea di San Michele.


Ci sono luoghi nel mondo che emanano un'energia particolare. Credere o non credere è di ben poco conto, si sente, e basta. Terra rinomata per il suo antichissimo bagaglio culturale fatto di tradizioni forti, guerrieri, onore, ma anche di tutta quella parte che, da sempre, alimenta i racconti e le fantasie (ma saranno solo fantasie?) di cantori e sognatori vecchi e nuovi. La magia, i druidi, le sacerdotesse, i riti della natura, le foreste incantate abitate da elfi e draghi, fino a sconfinare nell' esoterismo, nella ricerca della mitica Avalon e, perché no, del pentolone d'oro custodito in fondo all'arcobaleno dai dispettosi Leprecauni. Skellig Michael è una delle due isole irlandesi situate al largo della costa della contea di Kerry. Il suo nome, in gaelico, significa "Roccia di Michele", proprio quel Michele, il Santo che, con un colpo di spada, si dice che ricacciò Satana all'inferno. Skellig Michael è un isolotto prevalentemente roccioso patrimonio dell'Unesco, poco frequentato perché oggetto di restrizioni governative in materia di turismo e perché fuori dalle rotte canoniche di coloro che si recano in Irlanda. Non per tutti è così. Studiandone la storia e, soprattutto la posizione, si scopre che questo isolotto ha molto da raccontare. Oltre che essere stata teatro, recentemente, di molte scene di Star Wars "L'ultimo Jedi" e di altri due film della saga, ospita una rarissima specie di pulcinella di mare che nidifica solo lì e un monastero risalente al 588 di cui restano i ruderi fatti della classica pietra grigia murata a secco al quale si accede attraverso una impervia scalinata in via, purtroppo, di degrado, simbolo del fervente ascetismo che caratterizzava i monaci irlandesi che si ritiravano in preghiera in questo luogo sferzato dai venti e dalla salsedine. La leggenda narra che, proprio in quel luogo, San Patrizio ebbe la visione di San Michele arcangelo che gli chiese di aiutarlo a liberare l'Irlanda dai rettili e dalle forze del male. 



Da Skellig Michael parte la misteriosa Linea di San Michele, retta immaginaria che, passando per mezza Europa, arriva fino in Israele e conta, lungo il suo passaggio, innumerevoli luoghi legati alla figura di San Michele e sette dei principali monasteri della cristianità tra cui Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa e il monastero del Carmelo ad Haifa, in Israele, dove la linea termina. Storia e leggenda legano questa linea alla vita del santo, sette monasteri come sette sono i Chakra, ovvero i punti energetici del nostro corpo, energia bianca, buona e purificatrice. Ogni monastero, anche quelli minori, le chiese. i cimiteri, i dolmen, i menhir, portano tracce e riferimenti del passaggio della linea di San Michele che, con un colpo di spada, liberò il mondo dal male più grande rimandandolo all'inferno. Il viaggio parte da questo luogo mistico e incantato in uno dei posti più belli che si possano immaginare. Nel programmare il prossimo viaggio in Irlanda, non dimenticate di includere Skellig Michael e la sua storia misteriosa e affascinante.





Carlo il poeta bonsai. "Gratto la superficie"

 

Gratto solo la superficie

Tra facce tutte uguali

Dentro un assurdo carcere senza sbarre

Mura di pensieri identici

Stessa paura, obbligo, peccato.

Vorrei andare oltre il velo

Per conoscere davvero,

Essere consolatorio, rallegrarti il cuore

Cancellare paura, obbligo, peccato.

Ma per riuscirci devo essere il primo

A mettermi a nudo, per ciò che sono

Con tutte quelle peculiarità

Delle quali a volte mi vanto,

Delle quali a volte mi vergogno,

Dietro le quali spesso mi nascondo.

Per evitare di raccontare

Quanto è stata lunga e dura la strada

E quanto freddo ho preso

Per togliere dalla mente

Quelle che ora sono le tue paure, obblighi, peccati.

Errore dopo errore,

Botta dopo botta,

Sbronza dopo sbronza,

Sogno dopo sogno,

Una cosa l'ho capita: voglio essere io,

Senza timori

Perché fingere di non sentire niente

Non ti protegge dal dolore

Perché se sei sicuro di quello che percepisci

Non esistono paura, obbligo, peccato.

L'unica vera colpa che ti segna l'anima

È farti dire quale sia la tua felicità

Rinunciare a quella via che vorresti prendere.

Perché paura, obbligo, peccato

Sono la tua prigione

Solo se glielo permetti. 

(Francesco Calzoni)